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Lingua spagnola
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Lo mweaspagnolo (nome nativo: mweqespañol), anche detto mwegcastigliano (mwewcastellano), è una mwfalingua appartenente al gruppo delle mwfqlingue romanze della famiglia delle mwfglingue indoeuropee.
Secondo un'indagine di mwgaSIL International riferita al 2024cite-ref-ethnologue-2-0[2], la lingua con i suoi 559,5 milioni di locutori è la quarta più parlata al mondo (dopo l'mwhqinglese, il mwhgcinese mandarino e l'mwhwhindī). Secondo uno studio del 2020 dell'mwiaInstituto Cervantes, lo spagnolo è la seconda mwiqlingua madre al mondo dopo il cinese, con 463 milioni di persone mwigmadrelingua.
Contents
• Storia
• Vocali
• Note
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Storia
Lo spagnolo si è sviluppato a partire dal mwuwlatino volgare, arrichendosi anche con gli apporti di altre lingue del territorio romanizzato della mwvapenisola iberica (mwvqbasco, mwvgceltico, mwvwiberico, ecc.), dell'mwwaarabo, degli altri idiomi neolatini (mwwqoccitano, mwwgcatalano, mwwwitaliano, mwxaportoghese, ecc.) e, più recentemente, dell'mwxqinglese. Caratteristiche tipiche della mwxgfonologia diacronica spagnola sono la mwxwlenizione (mwyalatino mwyqvita, spagnolo mwygvida), la mwywpalatalizzazione (latino mwzaannum, spagnolo mwzqaño), la trasformazione in mwzgdittonghi delle vocali latine brevi mwzwe/mwaao (latino mwaqterra, spagnolo mwagtierra; latino mwawnovus, spagnolo mwbanuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre mwbqlingue romanze. Con la mwbgreconquista, il dialetto del centro della penisola iberica si è diffuso anche nelle regioni meridionali.
Il primo libro di grammatica spagnola (e anche la prima grammatica di una lingua moderna dopo mwcaquella dell'mwcqAlberti) mwcgGramática de la Lengua Castellana fu stampato a mwcwSalamanca nel mwda1492 da mwdqElio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro fu presentato a mwdgIsabella I di Castiglia, la regina domandò: mwdw¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? ("Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?"). L'autore rispose: mweaSeñora, la lengua siempre fue compañera del Imperio ("Signora, la lingua fu sempre compagna dell'Impero").
A partire dal mwegXVI secolo, lo spagnolo venne introdotto in mwewAmerica, mwfaMicronesia, mwfqGuam, mwfgIsole Marianne, mwfwPalau e mwgaFilippine; ciononostante, in tutte queste isole è rimasto ben poco di tale colonizzazione, se non alcuni mwgqpidgin. Nel mwggXX secolo il castigliano si è diffuso anche nelle colonie africane della mwgwGuinea Equatoriale e del mwhaSahara Occidentale, quest'ultimo noto all'epoca come mwhqRío de Oro.
Descrizione
Caratteristiche generali
Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua mwjqespañol quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il mwjgfrancese o l'mwjwinglese). Si usa il termine "castigliano" (mwkacastellano) soprattutto per mettere in evidenza che si tratta della lingua originaria della mwkqCastiglia e non di altre regioni della Spagna, di cui sono autoctone altre lingue politicamente riconosciute (mwkgCatalogna, mwkwComunità Valenciana, mwlaIsole Baleari, mwlqPaesi Baschi, mwlgNavarra e mwlwGalizia), quindi soprattutto in rapporto ad altre lingue politicamente riconosciute della Spagna. Pure, il termine "castigliano" è diffuso anche in alcuni contesti estranei alla Spagna. Per esempio, in mwmaArgentina mwmqcastellano è, nell'uso comune, il termine utilizzato per indicare la lingua nazionale. Il termine generico mwmgespañol viene esteso anche alle zone dell'America Latina, pur senza avere connotazioni politiche e di sovranità.
La mwnaCostituzione della Spagna (1978) riconosce una lingua ufficiale, indicata come mwnqcastellano e tre lingue co-ufficiali: il mwnggallego, il mwnwbasco (mwoaeuskera) ed il mwoqcatalano, quest'ultimo sia nella variante propria del mwogmwowPrincipat e delle mwpaBaleari (mwpqcatalà) sia nella variante mwpgvalenciana (mwpwvalencià). La R.A.E. (mwqaReal Academia de la Lengua) ritiene sinonimi i termini spagnolo e castigliano.
Per quanto riguarda le varietà linguistiche, ogni Paese ha un suo modo particolare di parlare lo spagnolo. Ad esempio, in mwqgMessico, il paese ispanofono più popoloso del mondo, vi sono diverse differenze lessicali (parole specifiche e d'uso quotidiano) che rendono quella parlata anche abbastanza diversa da quella corrente in Spagna o di quella studiata nei corsi di lingua in mwqwEuropa. In mwraAmerica centrale (mwrqGuatemala, mwrgHonduras, mwrwEl Salvador, mwsaNicaragua, mwsqCosta Rica e mwsgPanama) la situazione è abbastanza uniforme e lo spagnolo è compreso benissimo da tutti, anche se in questi Paesi sono tuttora parlate diverse mwswlingue native americane. Nei mwtaCaraibi è possibile distinguere lo spagnolo di mwtqCuba, quello mwtgdominicano e quello mwtwportoricano, varianti che differiscono sia per la pronuncia sia per il significato attribuito a determinate parole. Lo spagnolo del mwuaVenezuela è vicino a quello dei mwuqCaraibi. In America del Sud si parla correntemente spagnolo, tranne in mwugBrasile (mwuwportoghese), mwvaGuyana (mwvqinglese), mwvgSuriname (mwvwolandese) e mwwaGuyana francese (mwwqfrancese), ma con molte differenze tra una nazione e l'altra e addirittura all'interno dei paesi più grandi.
A ogni modo, molte costituzioni dei paesi ispanofoni americani, a differenza della Costituzione del mwwwRegno di Spagna, indicano nello mwxaspagnolo il nome della lingua ufficiale della nazione.
L'importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente a causa dello sviluppo economico dell'America Latina (e in particolare di paesi come il mwxgMessico e l'mwxwArgentina insieme al mwyaBrasile, in cui però si parla il mwyqportoghese brasiliano) e alla crescita della nutrita comunità ispanofona negli Stati Uniti.cite-ref-elpais1-4-0[4]
Distribuzione geografica
I principali luoghi dove si parla spagnolo sono:cite-ref-carrera3-5-0[5]
• in mw1wSpagna, territorio in cui ha avuto origine.
• in gran parte del continente americano settentrionale, centrale e meridionale: mw2qArgentina, mw2gBolivia, mw2wColombia, mw3aCosta Rica, mw3qCuba, mw3gCile, mw3wEcuador, mw4aEl Salvador, mw4qGuatemala, mw4gHonduras, mw4wMessico, mw5aNicaragua, mw5qPanama, mw5gParaguay, mw5wPerù, mw6aPorto Rico, mw6qRepubblica Dominicana, mw6gUruguay e mw6wVenezuela. In questi paesi è lingua ufficiale (in Porto Rico assieme all'mw7ainglese). Lo spagnolo è parlato in tutto il Sud America, tranne in mw7qBrasile, dove si parla il mw7gportoghese.
• negli mw8aStati Uniti d'America, dove è usato dalle comunità ispaniche in mw8qCalifornia, mw8gArizona, mw8wNuovo Messico, mw9aTexas e mw9qFlorida, ma anche a mw9gNew York, dove è la lingua più parlata dopo l'inglese.
• nelle mw-aFilippine, dove è parlato da una piccola minoranza.
• in mw-gGuinea Equatoriale (antica mw-wcolonia spagnola).
• in mw-qMedio Oriente, dalle comunità mw-gsefardite, che hanno conservato varietà linguistiche molto arcaizzanti.
• sull'mwaqaIsola di Pasqua, un'isola dell'Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile.
Il Messico è attualmente lo Stato ispanofono più popoloso al mondo, seguito dagli mwaqiStati Uniti, che ospitano la seconda comunità ispanofona del mondo.cite-ref-elpais1-4-1[4] Tra le città ispanofone, la maggiore è mwaqcCittà del Messico, seguita da mwaqgBogotà e da mwaqkCaracas.cite-ref-carrera3-5-1[5]
È interessante notare che ci sono più ispanofoni negli Stati Uniti che in Spagna.
Il numero di parlanti delle maggiori comunità ispanofone:
1° Messico: mware110 000 000 di parlanti
2° Stati Uniti d'America: mwarm51 000 000 di parlanti
3° Colombia: mwaru48 000 000 di parlanti
4° Spagna: mwarc46 000 000 di parlanti.
Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle mwarkNazioni Unite, dell'mwaroUnione europea, dell'mwarsOrganizzazione degli Stati americani, dell'mwarwUnione africana e dell'mwar0Unione latina. Gran parte dei parlanti risiede nell'emisfero occidentale (mwar4Europa, mwar8America, e territori spagnoli in mwasaAfrica).
Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è il paese con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Lo spagnolo messicano si è arricchito delle lingue indie messicane ed è la versione più diffusa della lingua negli Stati Uniti grazie alla grande popolazione immigrante messicana.
Seguono, e da lontano, la Colombia (47 milioni), la Spagna (46 milioni), l'Argentina (43 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo è la lingua domestica per più del 10% dei cittadinicite-ref-6[6]).
| Nazioni con una significativa popolazione di lingua spagnola | Nazioni con una significativa popolazione di lingua spagnola |
|---|---|
| Ordine alfabetico | Numero di parlanti madrelingua |
| Andorra ( 40 000 ) Argentina ( 43 131 966 ) Aruba ( 105 000 ) Australia ( 150 000 ) Austria ( 1 970 ) Belize ( 130 000 ) Bolivia ( 7 010 000 ) Bonaire ( 5 700 ) Canada ( 272 000 ) Cile ( 15 795 000 ) Cina ( 250 000 ) Colombia ( 47 945 000 ) Corea del Sud ( 90 000 ) Costa Rica ( 4 220 000 ) Cuba ( 11 285 000 ) Curaçao ( 112 450 ) Ecuador ( 15 007 343 ) El Salvador ( 6 859 000 ) Filippine ( 2 900 000 ) Finlandia ( 17 200 ) Francia ( 2 100 000 ) Germania ( 410 000 ) Giappone ( 500 000 ) Guatemala ( 8 163 000 ) Guyana francese ( 13 000 ) Guinea Equatoriale ( 447 000 ) Guyana ( 198 000 ) Haiti ( 1 650 000 ) Honduras ( 7 267 000 ) Isole Vergini Americane ( 3 980 ) Israele ( 160 000 ) Italia ( 455 000 ) Kuwait ( 1 700 ) Libano ( 2 300 ) Marocco ( 960 706 ) Messico ( 106 255 000 ) Nicaragua ( 5 503 000 ) Nuova Zelanda ( 26 100 ) Paesi Bassi ( 17 600 ) Panama ( 3 108 000 ) Paraguay ( 4 737 000 ) Perù ( 26 152 265 ) Portogallo ( 1 750 000 ) Porto Rico ( 4 017 000 ) Regno Unito ( 900 000 ) Repubblica Dominicana ( 8 850 000 ) Romania ( 7 000 ) Russia ( 1 200 000 ) Sahara Occidentale ( 341 000 ) Spagna ( 46 507 800 ) Stati Uniti d'America ( 50 000 000 ) Svezia ( 39 700 ) Svizzera ( 172 000 ) Trinidad e Tobago ( 32 200 ) Turchia ( 29 500 ) Uruguay ( 3 442 000 ) Venezuela ( 26 021 000 ) | Messico ( 106 255 000 ) Spagna ( 45 600 000 ) Colombia ( 44 400 000 ) Argentina ( 41 248 000 ) Stati Uniti d'America ( 41 000 000 ) Perù ( 26 152 265 ) Venezuela ( 26 021 000 ) Cile ( 15 795 000 ) Ecuador ( 15 007 343 ) Cuba ( 11 285 000 ) Repubblica Dominicana ( 8 850 000 ) Guatemala ( 8 163 000 ) Honduras ( 7 267 000 ) Bolivia ( 7 010 000 ) El Salvador ( 6 859 000 ) Nicaragua ( 5 503 000 ) Paraguay ( 4 737 000 ) Costa Rica ( 4 220 000 ) Porto Rico ( 4 017 000 ) Uruguay ( 3 442 000 ) Panama ( 3 108 000 ) Filippine ( 2 900 000 ) Francia ( 2 100 000 ) Portogallo ( 1 750 000 ) Haiti ( 1 650 000 ) Russia ( 1 200 000 ) Marocco ( 960 706 ) Regno Unito ( 900 000 ) Giappone ( 500 000 ) Italia ( 455 000 ) Guinea Equatoriale ( 447 000 ) Germania ( 410 000 ) Sahara Occidentale ( 341 000 ) Canada ( 272 000 ) Cina ( 250 000 ) Guyana ( 198 000 ) Svizzera ( 172 000 ) Israele ( 160 000 ) Australia ( 150 000 ) Belize ( 130 000 ) Curaçao ( 112 450 ) Aruba ( 105 000 ) Corea del Sud ( 90 000 ) Andorra ( 40 000 ) Svezia ( 39 700 ) Trinidad e Tobago ( 32 200 ) Turchia ( 29 500 ) Nuova Zelanda ( 26 100 ) Paesi Bassi ( 17 600 ) Finlandia ( 17 200 ) Guyana francese ( 13 000 ) Romania ( 7 000 ) Bonaire ( 5 700 ) Isole Vergini Americane ( 3 980 ) Libano ( 2 300 ) Austria ( 1 970 ) Kuwait ( 1 700 ) |
Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l'inglese rimane l'unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Inoltre, nella zona si parla lo mwaoollanito, misto di inglese e spagnolo.
Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da circa tre quarti della popolazione mwaowispanica. Attualmente, ci sono circa 41 milioni di ispanici, che rappresentano il 13,5% della popolazione totale; di questi, quasi 3 milioni non parlano una parola d'inglese. Gli ispanici al momento sono la più grande minoranza degli Stati Uniti e vivono soprattutto in Florida (1,5 milioni), New York (1,8 milioni), Texas (3,4 milioni) e California (5,5 milioni). La stragrande maggioranza di essi proviene dal Messico e dai Caraibi (Cuba, Porto Rico). Inoltre, lo spagnolo sta diventando un'importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il castigliano è la lingua ufficiale del mwao0Nuovo Messico (insieme all'inglese) e del territorio americano di mwao4Porto Rico.
In mwapaBrasile, dove il mwapeportoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori: innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con Stati Uniti ed Europa e aumentare, invece, quelli con i vicini Paesi ispanofoni (in particolar modo, con quelli del mwapiMercosur). A ciò si aggiungono i continui scambi culturali con molti Paesi dove il castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che ne facilita l'apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni, il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio mwapm2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. Inoltre, in Brasile esiste una piccola comunità di madrelingua spagnola: si tratta di mwapqebrei sefarditi (parlanti sia il castigliano standard che il ladino) sia di immigrati da altri Paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l'mwapuUruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come mwapyportognolo.
In Europa, al di fuori di Spagna, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in mwapgItalia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), mwapkFrancia, mwapoPaesi Bassi, mwapsGermania e mwapwRegno Unito (con un'importante comunità a mwap0Londra). In Africa lo spagnolo, oltre che nelle mwap4città autonome spagnole di mwap8Ceuta e mwaqaMelilla, è parlato anche nelle sue ex-colonie mwaqeGuinea Equatoriale e mwaqiSahara Occidentale.
In Asia l'uso della lingua spagnola ha avuto un costante declino a partire dal mwaqqNovecento. Dal mwaqu1973, lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e dal mwaqy1987 non è più lingua curricolare negli studi superiori. Ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (mwaqc2 658 persone, stando al censimento del mwaqg1990). Lo 0,4% dei filippini usa un creolo basato sullo spagnolo, noto come mwaqkchavacano (mwaqo292 630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l'importanza storica del castigliano: basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua. Tuttavia, negli ultimi anni, nell'arcipelago filippino, c'è un rinnovato interesse culturale per lo spagnolo.
Anche in mwareOceania lo spagnolo non riveste grande importanza. È parlato da circa mwari3 000 persone nell'mwarmIsola di Pasqua (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in mwarqAustralia (mwaru97 000 parlanti stando al censimento del mwary2001). A mwarcGuam, mwargPalau, nelle mwarkMarianne, nelle mwaroIsole Marshall e negli mwarsStati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali. In mwarwAntartide lo spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.
Variante canaria e latinoamericana
Alle mwar8Canarie e in buona parte dell'mwasaAmerica Latina si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari. Queste inflessioni non sono comuni a tutti i Paesi latinoamericani, in cui si trovano grandi differenze tra un Paese e l'altro (variazioni che del resto non mancano nemmeno tra le diverse isole dell'arcipelago canario). Non c'è niente che si possa definire uno "spagnolo americano", giacché le varietà americane sono molto diverse e hanno subito trasformazioni importanti negli ultimi secoli, oltre a innestarsi su uno dei substrati linguistici più frammentati e variegati al mondo (oltre 123 famiglie linguistiche indigene, suddivise in ulteriori lingue e dialetti). La stessa classificazione dei dialetti ispano-americani non è univoca fra i linguisti.cite-ref-ramossantos-7-0[7] Comunque, ci sono alcune differenze caratteristiche comuni rispetto allo spagnolo iberico (della Spagna settentrionale e centrale):
• Di fatto, non esiste la seconda persona plurale: il mwascvosotros è sostituito dallmwasg'mwaskustedes,cite-ref-8[8] e i verbi si pongono alla terza persona plurale
• Il mwas8pretérito perfecto (passato prossimo) è spesso sostituito dal mwatapretérito indefinido (passato remoto) anche per le azioni avvenute in un passato recente o non ancora concluse.
• Non esiste il suono interdentale (mwatcc seguita da mwatge o mwatki, e mwatoz), che diventa sempre il suono mwatss aspro.
• Si mantengono arcaismi rispetto allo spagnolo di Spagna e si accettano più neologismi rispetto alle varietà iberiche (più conservative).
Il vocabolario ispano-americano si differenzia da quello iberico per i seguenti aspetti:
• mwaukMarinerismos en tierra
I termini che in Spagna erano circoscritti al campo marittimo, vennero ampliati e usati anche nella terraferma, ad esempio venne impiegata una parola come mwauschicote che indicava inizialmente l'estremità di una corda e successivamente venne estesa e usata in alcuni Paesi americani con il significato di 'frusta' (invece in Spagna si preferisce usare mwauwazote o mwau0látigo).
• Arcaismi
Alcune forme tradizionali non più usate nella penisola iberica e percepite come desuete o letterarie sono ancora vive in America come, ad esempio, la parola mwavelindo vigente nello spagnolo peninsulare del mwaviXVII secolo e successivamente sostituita da mwavmbonito o mwavqhermoso. Altri esempi sono mwavuplaticar (mwavyhablar, parlare), mwavcdemorar (mwavgtardar, far ritardo), mwavkanteojos (mwavogafas, occhiali), mwavsvalija (mwavwmaleta, valigia)mwav0.cite-ref-ramossantos-7-2[7] Comunque, è importante ricordare che i parlanti latinoamericani, molto più numerosi degli spagnoli, considerano arcaismi anche parole che sono ancora in uso in mwawiSpagna ma non nei territori americani, come sarebbe lo stesso mwawmvosotros (voi).
• Neologismi
In America sono vigenti dei neologismi ottenuti ad esempio dalla derivazione con preferenza per determinati affissi come ad esempio il suffisso -ada che forma delle parole come mwawcatropellada<atropello, sconosciuta in Spagna.
• Cambi semantici
Fin dai tempi della colonizzazione in America Latina molte parole subirono un cambio semantico dovuto al fatto che molte voci vennero usate in America per riferirsi a cose, entità e fenomeni simili ma distinti a quelli spagnoli. La parola mwawschula ad esempio ha un diverso significato nei due continenti: mwawwuna mujer chula in Spagna può significare una donna simpatica oppure presuntuosa, mentre in alcune zone americane come Messico, Guatemala, ecc., l'aggettivo mwaw0chula è sinonimo di una donna bella e attraente.
• Prestiti linguistici
In America Latina vengono adoperati molti prestiti linguistici ovvero termini di un'altra lingua che non sono stati incorporati alla norma peninsulare. Nel lessico di alcuni paesi (Argentina e Uruguay in particolare), che hanno conosciuto nell'mwaxeOttocento e mwaxiNovecento un forte movimento immigratorio sono stati incorporati vari termini di origine italiana e, in minor misura, tedesca, polacca, russa e francese. Il secolare contatto dello spagnolo con le lingue indigene locali, alcune delle quali (mwaxmquechua, mwaxqaymara, mwaxuguaraní, ecc.) sono tuttora parlate da ampi strati della popolazione latinoamericana, ha determinato l'introduzione di vari termini e modismi nel castigliano d'America, particolarmente rilevanti nei paesi mwaxyandini e nella zona del mwaxcGran Chaco.
Un esempio della diversità delle versioni della lingua in America lo costituiscono le varianti mwaxkargentina e uruguaya in cui, pur essendo presenti caratteristiche proprie di ciascuno dei due Paesi, ritroviamo alcune forme comuni:
• in entrambi gli Stati, valgono alcune delle caratteristiche di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se l'accento e l'intonazione sono peculiari dell'Argentina e dell'Uruguay e diversi da quelli di tutti gli altri Paesi.
• si utilizza la forma mwax0vos al posto del mwax4tú, applicando generalmente le conseguenti forme verbali della seconda persona singolare, che nel presente indicativo e congiuntivo e nell'imperativo derivano da quelle della seconda persona plurale, con la scomparsa del mwax8dittongo e l'elisione della D: mwayavos pensás (e non mwayetú piensas), mwayique vos pensés/pienses (nel congiuntivo sono presenti entrambe le forme), mwaympensá (e non mwayqpensad); nel castigliano di Spagna lo troviamo in mwayuCervantes. A questa regola fanno eccezione le zone corrispondenti all'attuale provincia argentina di mwayySantiago del Estero, in cui il "vos" è seguito dalla seconda persona singolare (mwaycvos piensas, mwaygvos pensaste, ecc.) e alcuni territori andini in cui non viene persa la dittongazione della seconda persona plurale (mwaykvos pensáis). Il "vos" non è usato soltanto in Argentina, Paraguay e Uruguay, ma anche (insieme al mwayotuteo cioè al mwaystu tradizionale) in ampie zone dell'mwaywAmerica centrale. Infatti, in Guatemala, alcuni anni fa, il "tu" era usato soltanto fra un uomo e una donna. Usare "tu" fra due uomini non era visto bene.
• i suoni di mway4ll e mway8y si interconfondono e suonano come la j francese di mwazaje, mwazejanvier, o quella portoghese di mwazijaneiro, tranne che nelle zone della mwazmProvincia di Corrientes.
Spanglish
Lo mwazcSpanglish è una modalità di espressione linguistica orale e scritta. Si ottiene quando, in una frase con una struttura lessicale spagnola, sostituiamo alcuni termini con quelli della lingua inglese o viceversa.
Nella forma scritta comprende anche la ispanizzazione di parole inglesi ad es. mwazkwrite = mwazorait, mwazsnight = mwazwnait, mwaz0teenager = mwaz4tineyer; comprende l'adozione nella lingua inglese di termini come mwaz8taco, mwa0atapas, mwa0eenchilada; l'adozione nella lingua spagnola di mwa0ie-mail per mwa0mcorreo electronico e mwa0qlink per mwa0uenlace; il coniare neologismi attraverso una sommaria traduzione dall'inglese come mwa0ytypear o mwa0ccliquear invece di mwa0gpulsar, mwa0kemailear invece di mwa0oescribir correo electronico, mwa0sreportear invece di mwa0winformar, mwa00remover invece di mwa04sacar, mwa08educacion invece di mwa1apedagogia o mwa1ecomputadora invece di mwa1iordenador.
Il fenomeno consiste quindi di due aspetti: quello dell'inglese, soprattutto negli Stati Uniti, contaminato dagli ispanismi portati dal flusso di latinoamericani provenienti dalla frontiera col Messico e quello dello spagnolo in Spagna e America Latina contaminato da anglicismi entrati soprattutto attraverso l'uso delle nuove tecnologie informatiche o la fruizione dei mass-media o dovuto alle questioni di mwa1qGibilterra e del mwa1ucanale di Panama.
Il fenomeno è in espansione, soprattutto negli Stati Uniti. Durante le prime ondate migratorie gli Ispanici, soprattutto portoricani e messicani, avevano alcune difficoltà nell'apprendimento della nuova lingua e sopperivano alle lacune completando le frasi con parole spagnole. Ciò era causato dal contrasto tra una educazione familiare avvenuta in un contesto ispanico e il contatto con una nuova realtà che richiedeva l'adeguamento a un nuovo linguaggio.
Oggi le cose sono cambiate. Le tv e radio passano le frontiere attraverso i satelliti e arrivano nelle case di tutti. I corsi di lingua sono alla portata di moltissimi utenti. La contaminazione linguistica è reciproca e continua. L'educazione dei figli di ispanici di prima e seconda generazione avviene in un contesto bilingue, eppure le statistiche dicono che questi nuovi alunni hanno difficoltà con l'Inglese più di quante ne avessero i loro genitori. Sono nati negli U.S.A. ma si sentono parte della cultura e della popolazione posta a sud del confine col Messico. Allora ecco come il linguaggio diviene rappresentante di questa duplice appartenenza.
Esistono diversi motivi per parlare Spanglish e diversi sono i gruppi sociali che lo utilizzano. Alcuni, in verità pochi, lo fanno ancora oggi per sopperire alle lacune di conoscenza di termini corrispettivi inglesi; altri sono anglofoni che vogliono semplicemente farsi capire meglio dalla comunità latina; altri lo parlano per rivendicare il loro orgoglio di essere ispanici e con la voglia di resistere all'omologazione in una cultura che non li rappresenta e nella quale non si riconoscono; altri ancora hanno voglia di distinguersi.
In particolare, a Puerto Rico esiste una mentalità molto legata al concetto di Nazione portoricana portata avanti soprattutto dagli indipendentisti. L'idioma nazionale è ufficialmente l'Inglese ma in famiglia e per le strade quasi tutti parlano Portoricano (diverso dal Castigliano). Poiché nelle scuole e negli uffici pubblici è obbligatorio l'uso dell'Inglese mentre nelle strade c'è il dominio del Portoricano, ecco che questo tipo di bilinguismo fa nascere con molta spontaneità lo Spanglish.
Fonologia (varietà latinoamericana e castigliana)
Lungo i secoli (grosso modo dal mwa14Medioevo fino al mwa18XVI secolo) il castigliano ha subito delle trasformazioni nella resa dei diversi mwa2afonemi. Si tenga presente, d'altronde, che la differenziazione della resa di vocali e consonanti era già all'opera fin dalla formazione delle diverse mwa2elingue neolatine e aveva giocato un ruolo determinante nella differenziazione rispetto a mwa2iportoghese, mwa2mgallego, mwa2qasturiano, mwa2uaragonese e mwa2ycatalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole, probabilmente per effetto di un mwa2csubstrato linguistico, è finita per diventare muta, lasciando una traccia etimologica nell'uso del morfema mwa2gh. La lingua portoghese è ortograficamente e grammaticalmente simile in molti aspetti alla lingua spagnola ma è differente nella fonologia. In alcuni luoghi, specie in Sudamerica, il portoghese e lo spagnolo vengono parlati contemporaneamente: i parlanti portoghese leggono e capiscono lo spagnolo con molta facilità, mentre gli ispanofoni sono capaci di leggere quasi tutto in portoghese ma capiscono la lingua parlata solo con qualche sforzo. Ciò spiega perché alcuni stranieri in Portogallo, Angola e Brasile tendano a comunicare con la popolazione locale utilizzando lo spagnolo.
Lo spagnolo, come tutte le mwa20lingue romanze, utilizza, per scrivere, l'mwa24alfabeto latino. Si noti, tuttavia, che alcune lettere vengono pronunciate in maniera differente dall'mwa28italiano:
| Lettera o digrafo | Trascriz. IPA | Spiegazione e segnalazione di varietà |
|---|---|---|
| a | /a/ | È come la "a" di a ereo |
| e | /e/ | È come la "e" di e terno |
| i | /i/ | È come la "i" di p i ccolo |
| o | /o/ | È come la "o" di o cchio, vocale arrotondata chiusa. Una vocale si dice arrotondata/procheila se si pronuncia con le labbra arrotondate, formando un cerchiolino. |
| u | /u/ | È come la "u" di u nico, vocale arrotondata chiusa. |
| b-; -b- | /b/-; -/β/- | A inizio parola, è una "b" di b alena; se intervocalica, è la stessa consonante bilabiale ma pronunciata senza contatto totale tra le labbra a causa di una lenizione. È una consonante sonora. |
| ca, co, cu | /k/- | Con davanti -a, -o, -u, è una "c" di c ane, "ch" di ch ela e "k" di k oala. |
| ce, ci (cc) | /s/~/θ/ (ks/~/kθ/) | Davanti a <e> e <i> , due vocali anteriori, la consonante <c> è diventata fricativa , esattamente come succede in molte altre lingue romanze (italiano, portoghese, francese, romeno, catalano, etc.). Anticamente, questa consonante veniva pronunciata affricata ( /t͡s/ ). Oggi, invece, nel centro-nord della Penisola Iberica diventa una fricativa dentale sorda ( /θ/ ), in cui la punta della lingua si mette in mezzo alle due arcate dentarie, mentre nei centri urbani dell' Andalusia e in quasi tutta l'Ispanoamerica diventa una /s/ simile alla consonante iniziale dell'italiano s enza; il fenomeno che descrive questa seconda variante di pronuncia si chiama " seseo ". A margine, si aggiunge che il raddoppio "cc" in -cce- e -cci- si pronuncia /kθ/ o /ks/ a causa della variante locale, per esempio in reacción o inaccesible . <cc> seguite da vocali diverse da e o i è un fenomeno raro e si trova in prestiti. |
| ch | /t͡ʃ/~/ʃ/ | È una "ci" di c iao, consonante affricata postalveolare sorda . - - - ocho (otto), noche (notte), leche (latte), cucaracha (scarafaggio), macho (maschio), muchacho (ragazzo), chico (ragazzo), mucho, tache (croce, e.g. per crocettare risposte errate), tachar (crocettare), gaucho (cowboy), luchar (lottare), chaqueta (giacca), chaleco (gilet; cappotto senza maniche), chanclas (flip flop/pantofole a infradito), hongo/champiñón (fungo; la seconda parola è un francesismo ), cheque (assegno), chapa (serratura), Chile, chileno, Chiapas (uno stato in Messico), chihuahua, conductor/chofer (autista/conducente; la seconda parola è un francesismo ), chuleta (costata), chulo (pimp/pappone/protettore), machete, ducha (doccia), China, chino (cinese), chocolate ( si pronuncia così come si scrive ), Quechua, chiringuito (chiosco, tipicamente col tetto di paglia o foglie secche di palma), chupar (succhiare/ciucciare), rancho (ranch), poncho (una specie di mantellino che si mette sulle spalle, copre la schiena e le braccia), marchar (marciare), derecho (diritto), cuchillo (coltello), revanchismo, ultraderechismo, machismo, fetichismo, dieciocho (diciotto/18), ochenta (ottanta/80), ochocientos (ottocento/800), ocho mil (ottomila/8000), churrasco (grigliata mista argentina e brasiliana), Cochabamba (comune in Bolivia), Apache ( si legge così come si scrive ), Cheyenne ( si legge all'inglese ), escuchar (ascoltare). |
| d-; -d- | /d/-; -/ð/- | A inizio parola è una "d" di d ado, consonante sonora. Se intervocalica, si lenisce siccome il suono diventa sonoro interdentale. Si può immaginare come la controparte sonora di /θ/. Sia /θ/ che /ð/ sono due suoni presenti in inglese: si pensi a "think" e "that". |
| f | /f/ | È una "f" di f arfalla, consonante sorda. |
| ga, go, gu, ge, gi; -g- | /g/-; -/x/- | A inizio parola, è una "g" di g allo, consonante sonora; se intervocalica, è lo stesso suono ma reso sordo/desonorizzato e senza contatto tra organi. In questo caso, non si palatalizza mai a priori. La pronuncia /x/ lo rende identico alla pronuncia di "je, ji" (vedi avanti), ma il suono/lettera "j" può comparire anche davanti alle altre vocali. |
| h | (muta) | È muta, come in italiano e francese. Solo pochissimi prestiti hanno un'aspirazione pronunciata come /x/, cioè una "c" di c ane sorda e senza contatto tra organi: degli esempi sono "hámster, hobby, hawaiano, harakiri, Yokohama". - - - haber ("avere" come verbo ausiliare), hola (ciao), hoy (oggi), hay (c'è/ci sono), hasta (fino a...), hasta mañana (a domani), hongo (fungo), humo (fumo), humar (fumare), hijo (figlio), hotel, hermano (fratello), hermosa (bella/formosa), hechar (fare), hacer (fare), hilo (filo), hielo (ghiaccio), huevo (uovo), humilde (umile), hablar (parlare; in portoghese si dice invece "falar" ), ahora (ora/adesso), hada (fata), halcón (falco), hallar (trovare), hambre (fame), hamaca (amaca), harina (farina), hato (mandria), hebilla (cinghia della cintura), hebreo, hedor (fetore), hedonismo, hegemonía, helicóptero, helado (gelato), hemorragia, hemorroides, hepatitis, heterogeneous, heterosexual, heurístico, hibiscus, hibrido, hydration, hidalgo (gentleman), hierro (ferro), hierba (erba), higiene, himno (inno), hipócrita, hipopótamo, historia, hito (pietra miliare), hocico (grugno), hogar (casa propria), hoja (foglia; foglio), hombro (spalla), hombre (uomo), honestamente, Honduras, horario, hora, horno (forno), hospital, hoz (ascia), hoguera (piccolo falò), heroico, héroe, heroína (eroina; droga), huir (fuggire), hervir (bollire), hache (accetta), huracán, huérfano, habitar, habitantes, horóscopo, hamburguesa, chihuahua, exhibición, exhausto, exhaustivo, inhalar, cacahuate/maní (nocciolina), zanahoria (carota), almohada (cuscino), hache ( è il nome della lettera H ) |
| j | /x/ | È una "c" di c ane ma senza contatto tra organi (come in "ge, gi"). Questa consonante sorda anticamente era pronunciata */ʒ/, cioè una "gi" di g ioco ma senza contatto tra organi. In portoghese, questa lettera ritiene questo suono. |
| k | /k/ | È una "k" di k oala, reperibile in qualche prestito. |
| l | /l/ | È una "l" di l eva. |
| ll | /ʎ/; /ʝ/~/ʒ/ | È una "gli" di a gl io, mentre nella zona di Rio de la Plata (tipicamente in Argentina e/o in altre zone dell'America Latina in base al parlante) si sente come una "gi" di g ioco ma senza contatto tra organi, consonante sonora. Anche in Uruguay si può sentire /ʒ/. Una terza pronuncia simile è /ʝ/, cioè una "ghi" di gh irlanda sonora ma senza contatto tra organi. Può trovarsi a inizio parola, solitamente in corrispondenza di antichi cluster a inizio parola, che in delle varianti (e.g. colombiano) sono ritenuti. Il fenomeno che descrive queste due macro-varietà di pronuncia si chiama " yeismo ". - - - pollo, gallina, calle, valle, villa (città), villano (villano/infame) ella, bella, mascarilla, llave/clave, llamar/clamar (chiamare), lluvia/pluvia, llevar (portare), llegar (raggiungere), llorar (piovere), llover/plover (piovere), lluvoso/pluvoso (piovoso), toalla (tovaglia), amarillo (giallo), cuchillo (coltello), tortilla ( è un tipo di piadina messicano ), brillo (brillante), cedilla (diacritico sotto la ç, ancora usata in francese), Sevilla (Siviglia), allí/allá (lì). |
| m | /m/ | È una "m" di m ano, consonante sonora. Non avvengono nasalizzazioni, come in francese e portoghese. |
| n | /n/; /ŋ/-; /ɱ/- | È una "n" di n ove, consonante sonora. Non avvengono nasalizzazioni, come in francese e portoghese. Esattamente come in italiano e altre lingue, avvengono dei fenomeni di assimilazione consonantica in base alla consonante che la segue: se è velare (/k/ e /g/) la "n" si pronuncia come nell'inglese "ki ng " e nell'italiano "pa nc a" e "fa ng o". Se seguita da una consonante labiodentale (/f/ e /v/) invece diventa anch'essa labiodentale, cioè una sorta di "m" di mano pronunciata con gli incisivi dell'arcata dentaria superiore a contatto con il labbro inferiore, come in "tra mv iere" e "a nf ora". Infine, il cluster "nv" si pronuncia /mb/ (e.g. invierno), come in sa mb a. |
| ñ | /ɲ/ | È una "gni" di ba gn i, consonante sonora. Storicamente, deriva da un'antica /n/ geminata/raddoppiata/tensificata, come in "tonno". Il tildo deriva infatti da una piccola "n" stilizzata e si usa ampiamente in portoghese per segnalare alcune nasalizzazioni. - - - año (anno), niño (bambino), viña, toño (tono), tiña, raña (rana), piña (ananas; da qui deriva “piña colada”), maño (mano), daño (danno), araña (ragno), guiño (occhiolino), mañana (domani), montaña (montagna), caña (bottiglia di vetro e sottile, per esempio di birra, e.g. caña de cerveza; canna da pesca in “caña de pescar” e da zucchero in “caña de azucar”), sueño (sogno), señal, puñal, bañar, ordeñar, tacaño, puñado (un pugno di...), España, español, enseñar, pequeño, engañar, engaño, campaña (campagna), champaña/champán (champagne), compañero (compagno/collega), jalapeño (un tipo di peperoncino), estaño (stagno, come elemento chimico), ñoqui (gnocchi), Doña (Donna, come titolo onorifico, simile a señora), otoño (autunno), cañón (cannone). |
| gn | /gn/ | In spagnolo è una "g" di g allo seguita da una "n" di n ave ed è un cluster a 2 membri sonoro distinto dalla consonante unica "ñ". - - - Signar, signo, ignoto, maligno, magneto (magnete), dignidad, magnitud, magnolia, ignorar, ignorante, ignorancia, significar, significato, signatura, asignar, reasignar, prognosis, resignarse, magnético, magnífico, indignado, indignación, incognita, impugnar, impregnar, magnetismo, designar, designación, diagnóstico, electromagnético, electromagnetismo. Eccezione: cognac. |
| p | /p/ | È una "p" di p alla, consonante sorda. |
| cua, cuo, cue, cui | /kw/- | È una "qua" di qua glia e "quo" di quo rum. Esempi: cue: cuestión, ácueo, acueducto cua: cuatro, pascua cuo: somnílocuo, secuoya, cuota cui: cuidar, vacuidad |
| que, qui | /k/- | È una "che" di che la e "chi" di chi lo: salta via la semivocale chiusa arrotondata (e dunque non si forma il dittongo). - - - que, aquel (quello), ¿por qué?, porque, cheque (assegno), quemar (bruciare), querer, pequeño, Velázquez, cacique (cacicco, il capo di una tribù indigena in Sudamerica); Guayaquil, quiz, aquí (qui/qua), quince, quinto, quinta (casa), equipo (equipaggiamento), equipar, equino, equinoccio, réquiem, quien (chi), quienes (chi, al plurale), líquido, inquieto, conquistar, conquista, Conquistadores, Pakistán/ Paquistán, masoquismo, sadomasoquismo, maquiavélico, franquismo, franquista, equívoco, tranquilo, tranquilizar, anarquia, anarquico, autarquía, equivalencia, equivalente, equivalencia, izquierda, inquisición, alquimia, monarquía, monarquico, liquidación, arquitecto, equilibrio, equidistante, tequila. |
| qüe, qüi | /kw/- | È una "que" di que stione e "qui" di a qui la: l'umlaut sopra la "u" disambigua che si ritiene la semivocale /w/ e dunque si sente il dittongo. Non esistono parole diffuse con "qüi", mentre con "qüe" esistono "freqüente, freqüentemente" (Forme moderne: "frecuente, frecuentemente"). Non è utilizzato nella lingua moderna (sono utilizzati "cue" e "cui"). |
| gua, guo | /gw/-; -/ɣw/- | È una "gua" di gua rdare e "guo" di lan guo rino. |
| gue, gui | /g/-; -/ɣ/- | È una "ghe" di ma ghe e "ghi" di la ghi : anche qui cade la semivocale, tale per cui non si forma il dittongo. - - - hoguera (focolare, falò), Miguel, guerra, guerrero, posguerra (il Dopoguerra), dengue (nome di una malattia febbrile), Cheguevara; chiringuito, guiño (occhiolino), guitarra, águila, seguir, Guinea-Bisseau, Papúa Nueva Guinea, Golfo de Guinea, Guinea Ecuatorial, guineano, anguila (anguilla), alguien (qualcuno, nessuno), lánguido, narguile (narghilè: è una sorta di bong alto e stretto usato dagli arabi per fumare tabacco o essenze profumate), inguinal, aguileña (acquilegna/il fiore di colombina), extinguir, siguiente, guitarrero (fabbricante di chitarre), guitarrista, guillotina, conseguir, sanguinario, perseguir (perseguitare), distinguir. |
| güe, güi | /gw/-; -/ɣw/- | È una "gue" di gue rra e "gui" di gui dare: l'umlaut sopra la "u" disambigua che si ritiene la semivocale /w/ e dunque si sente il dittongo. - - - güey (idiota), güero/a (persona pallida e bionda ma non statunitense, con cui si usa “gringo”), güelfo, Igüeña (un comune in Spagna, a Castiglia e León), pingüe, cigüeña, desagües (fogne), Camagüey (grande città e capoluogo dell’omonima provincia a Cuba), bilingüe, trilingüe, ungüento, Mayagüez (città di Puerto Rico, affacciata alla costa occidentale), zarigüeya (opossum), antigüedad, ambigüedad, Hortigüela (comune spagnolo a Castiglia e León), monolingüe, multilingüe, plurilingüe, nicaragüeño/nicaragüense, vergüenza (vergogna), güiro (guiro, il nome di uno strumento zigrinato a percussione), argüir, güisqui/whisk(e)y (whiskey, con la “e” se statunitense), pingüino, exigüidad, lingüista, piragüismo (canottaggio; da “canoa/piroga”), piragüista (canoista/”piroghista”), bilingüismo, trilingüismo, multilingüismo, plurilingüismo, lingüística, sociolingüística, sociolingüista. |
| r; -r- | /r/-; -/ɾ/- | A inizio parola, è una "r" sonora polivibrante, mentre se intervocalica si riduce in una "r" sonora monovibrante. Il comportamento è identico all'italiano, e.g. " r uota" e "a r a r e". |
| -rr- | -/r/- | È una "rr" di ca rr o, sonora polivibrante come in italiano. Compare sempre in posizione intervocalica. |
| -r | /r/; muta | A fine parola (e.g. negli infiniti dei verbi) può essere ritenuta o, in base al parlante e al registro usato (e.g. colloquiale VS parlata curata) può cadere. |
| s; -s | /s/ e /z/; ~muta | È una "s" di s enza; si sonorizza (come "z" di z ebra sonora ma senza contatto tra organi) prima di una consonante sonora. Le combinazioni sono "sn, sm, sb, sv, sd, sg, sl, sr". Nel cluster/gruppetto consonantico "sl", in base al parlante o zona geografica (e.g. Ecuador), si sente /xl/ invece di /zl/ per un fenomeno vagamente simile a una depalatalizzazione. Sempre in base al registro e al parlante o zona geografica (e.g. Isole Canarie), la -s a fine parola può cadere. |
| t | /t/ | È una "t" di t avolo, consonante sorda. |
| v | /b/-; -/β/- | Corrisponde alla "b" in spagnolo, spiegata in precedenza. Anticamente, i due suoni erano distinti. |
| w | /v/; /w/- | È una "v" di v ela o semivocale "u" di q u esto, in base al prestito (siccome si reperisce in prestiti). |
| x; x- (tl) | /ks/; /s/- (/tl/ < */ t͡ɬ/) | È una "cs" di cla cs on e, in dei nomi propri di luogo/toponimi sporadici (e.g. México, Oaxaca, Xalapa, Xaltocan, Tlaxcala de Xicohténcatl, Texas; include il nome proprio Jerjes/Xerxes e il nome di una varietà di uva bianca in Spagna, "pedro ximénez"), una "c" di c ane senza contatto tra organi (/x/) siccome ritengono l'ortografia arcaica. La pronuncia antica era una "sci" di scienza, */ʃ/, a stento riconoscibile proprio nei toponimi. Infine, la terza pronuncia è la riduzione in "s" di s enza se a inizio parola. Alcune parole di quest'ultimo tipo, comprendente anch'esso un numero contenuto di vocaboli, è "xerox, xenón, Ximena (nome proprio femminile) , xilema (tessuto vegetale che trasporta la linfa grezza dalle radici alle foglie) , Xiamen (厦门, città cinese anticamente detta Amoy, in cui si parla un dialetto hokkien conservativo ), Shanghai/Xanghai (上海), Xiongnu (匈奴, nome in cinese di un'antica popolazione barbarica, forse gli Unni ), Xinjiang (新疆, una provincia cinese ) xilófono, xenófobo, xenofobia, xerografía, xilografía, xerografiar". A margine, si aggiunge che il suono "tl" deriva dall'azteco e oggi si pronuncia /tl/, così come è scritto, ma originariamente era una consonante laterale (come la L in italiano e spagnolo e altre lingue ancora) sorda che si pronunciava come una "ci" di c iao ma non con la punta della lingua contro il palato, ma con un lato della lingua contro i denti in fondo all'arcata superiore. Si trova anche nel nome nativo della lingua azteca, "Nahuatl", e in nomi di divinità azteche, e.g. Quetzalcoatl (il Serpente Piumato), Huitzilopochtli (il Dio Sole). Oggi il Nahuatl è ancora parlato ma nella variante moderna e non classica. |
| y | /j/-; /ʒ/-; /ʝ/- | È una "i" semivocalica come in i ena e si usa per formare dittonghi. In base al parlante e/o zona geografica (e.g. Ecuador), si può sentire come una "gi" di g iocare sonora e senza contatto tra organi (e.g. "ayudar", aiutare). Come terza alternativa, è una "ghi" di ghi rlanda sonora ma senza contatto tra organi. I suoni che danno origine allo yeismo non si applicano solo al digrafo "ll", ma pure alla "y". Si possono formare dittonghi con tutte e cinque le vocali, sia in parole spagnole che in prestiti. Cinque esempi sono: Guayaquil (città in Ecuador, capoluogo di Guayas), inyectar, Yihad (Jihad), apoyo, ayudar. |
| z | /s/; /θ/ | Corrisponde a "ce, ci", seseo incluso. |
A margine, si aggiunge come oggi non esista il suono /t͡s/, che invece esisteva in passato in corrispondenza delle palatalizzazioni di "c" ma anche come lettera a sé, cioè la "c" con la cedilla, la lettera ç. Oggi è caduta in disuso ma ancora in uso in portoghese e reperibile in francese (ma oggi si pronuncia /s/ in entrambe le lingue). Infine, come curiosità, la parola "cedilla" significa "piccola zeta" dal vecchio nome di Z, zeta < mwbjyceta (> cedilla).
Vocali
Nella sua evoluzione dal mwbjolatino volgare alla lingua attuale, lo spagnolo ha sviluppato un sistema a cinque vocali (a, e, i, o, u), simile quindi a quello della mwbjwlingua siciliana, ma diverso - per esempio - dal sistema vocalico dell'mwbj0italiano (sette vocali, a, ɛ, e, i, ɔ, o, u), del mwbj8catalano (otto vocali, a, ɛ, e, i, ɔ, o, u, ə) o del mwbkefrancese (dodici vocali, a, ɑ, ɛ, e, i, y, u, o, ɔ, œ, ø, ə, senza considerare le mwbkmnasali).
Consonanti
| | Labiale | Labiale | Dentale | Dentale | Alveolare | Palatale | Palatale | Velare | Velare |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Nasale | m | m | | | n | ɲ | ɲ | | |
| Occlusiva | p | b | t | d | | tʃ | ʝ | k | ɡ |
| Fricativa | f | b | ( θ ) | d | s | | ʝ | x | ɡ |
| Vibrante | | | | | r | | | | |
| Battuta | | | | | ɾ | | | | |
| Laterale | | | | | l | ( ʎ ) | ( ʎ ) | | |
Le consonanti tra parentesi sono i fonemi dello spagnolo standard in Spagna, ma assenti in molti dialetti, specialmente quelli dell'America Latina.
Grammatica spagnola e esempi di lingua
Parole e frasi di uso comune
• mwbqgSí = “sì”
• mwbqoNo = “no”
• mwbqw¡Hola! = “ciao!” (solo quando ci si incontra, non quando ci si congeda)
• mwbq4¡Buenos días! = “Buon giorno!” (Letteralmente: “buoni giorni”)
• mwbra¡Buenas tardes! = “Buon pomeriggio!” (Letteralmente: “buoni pomeriggi”)
• mwbri¡Buenas noches! = “Buona sera!”/ “Buona notte!” (Letteralmente: “buone notti”)
• mwbrq¡Adiós! =“Arrivederci!”
• mwbry¡Hasta luego!/¡Chau! = “A dopo!”
• mwbrg¡Buena/mucha suerte! = “Buona fortuna!”
• mwbro¡Felicidades! = “Auguri!”
• mwbrwPor favor = “Per favore”
• mwbr4(Muchas) gracias = “Grazie (mille)”
• mwbsaDe nada = “Di niente”, “Prego”
• mwbsi¿Qué tal? = “Come va?”
• mwbsq¿Cómo está (usted)/estás? = “Come sta/stai?”
• mwbsyMuy bien = “Molto bene”
• mwbsgDiscúlpame = "Scusami"
• mwbsoLo siento (mucho) = "Mi dispiace (molto)"
• mwbsw¿Hablas/Habla (usted) español/italiano/inglés/francés/alemán? = “Parli/Parla spagnolo/italiano/inglese/francese/tedesco?”
• mwbs4¿Cómo se llama (usted)/te llamas? = “Come si chiama/ti chiami?”
• mwbtaNo entiendo/comprendo = “Non capisco”
• mwbtiNo sé = “Non so”
• mwbtq¿Qué hora es? = “Che ore sono?”
• mwbty¿Dónde estás/está? = “Dove sei/Dov'è?”
• mwbtg¿A dónde va (usted)/vas? = “Dove va/Dove vai?”
• mwbto¡Suerte! = “Buona fortuna!”
• mwbtw¡Broma! = “Scherzo!”
Falsi amici con l'italiano
In generale, molte parole dello spagnolo sono abbastanza comprensibili al parlante di lingua italiana (tra le due lingue c'è, in alcuni casi, una mwbuamutua intelligibilità). Ve ne sono, però, molte che assomigliano a parole italiane, ma che hanno tutt'altro significato (alcune hanno un doppio significato) o comunque sfumature diverse. Si tratta dei cosiddetti "mwbuefalsi amici", di cui diamo alcuni esempi:
• mwbuqaceite = “olio” (da tavola) (“aceto” si dice mwbuuvinagre)
• mwbucafamado/a = "famoso/a" ("affamato/a" si dice mwbughambriento/a)
• mwbuoamo = “signore”, “padrone” (“amo” - sostantivo - si dice mwbusanzuelo)
• mwbu0arroz = “riso” (“arrosto” si dice mwbu4asado)
• mwbvabarato = “a buon mercato” (“baratto” si dice mwbvetrueque)
• mwbvmbigote = “baffi” (“bigotto” si dice mwbvqsanturrón, mwbvumojigato, mwbvychupacirios)
• mwbvgbodega = “cantina” (anche nel senso mwbvkenologico), o “deposito” (“bottega” si dice mwbvotienda)
• mwbvwbollo = “brioche” (“bollo” si dice mwbv0timbro, mwbv4sello)
• mwbwabronca = “rabbia" (“bronco” si dice mwbwebronquio)
• mwbwmbruja = “strega”, “maga”/mwbwqbrujo = “stregone” (“bruco” si dice mwbwugusano, mwbwylarva)
• mwbwgbuche = “gozzo”, “sorsata”, “gargarismo” (“buccia” si dice mwbwkcáscara, mwbwovaina)
• mwbwwbuque = “nave” (“buco” si dice mwbw0agujero, mwbw4hueco)
• mwbxaburro = “asino” (“burro” si dice mwbxemanteca o mwbximantequilla)
• mwbxqbuscar = “cercare” (“buscare” si dice mwbxualcanzar, mwbxycoger)
• mwbxgcaldo = “brodo” (“caldo” si dice mwbxkcaliente o mwbxocálido [agg.] e mwbxscalor [sost.])
• mwbx0cama = “letto” (“camera” si dice mwbx4habitación, mwbx8cuarto)
• mwbyecana = “capello/pelo bianco” (cfr. it. “canuto”) (“canna” si dice mwbyicaña, mwbymbastón)
• mwbyucara = “faccia” (significa “cara” nel senso di prezzo, altrimenti si dice mwbyyquerida)
• mwbygcarta = “lettera” [posta] (“carta” si dice mwbykpapel)
• mwbyscartera = “portafoglio”, “cartella” (“cartiera” si dice mwbywpapelera)
• mwby4cazo = “mestolo” (“cazzo” si dice mwby8polla)
• mwbzecero = “zero” (“cero” si dice mwbzivela o mwbzmcirio)
• mwbzuclavo = “chiodo” (“clava” si dice mwbzyclava, mwbzcchachiporra)
• mwbzkcola = oltre a “colla” significa anche “coda" o familiarmente “sedere”
• mwbzscodo = “gomito” (“coda” si dice mwbzwrabo, mwbz0cola)
• mwbz8cortar = “tagliare”; “interrompere” (“accorciare” si dice mwbaaacortar, mwbaeabreviar)
• mwbamcuarto = oltre a “quarto” significa anche “camera”, “stanza”
• mwbauchica = “ragazza” (“mwbaycicca” si dice mwbaccolilla nel senso di “mozzicone di sigaretta” e mwbagchicle nel senso di “gomma americana”)
• mwbaochiste = “barzelletta”, “scherzo” (“ciste” si dice mwbasquiste)
• mwba0chichón = “bernoccolo”, “ematoma” (“ciccione” si dice mwba4gordinflón)
• mwbbacura = oltre che “cura” (in medicina) significa anche “prete” (cfr. italiano mwbbecurato; “cura” nel senso di “attenzione” si dice invece mwbbicuidado)
• mwbbqdemandar = “denunciare” (“domandare” si dice mwbbupreguntar o mwbbypedir a seconda della situazione)
• mwbbgdemora = “ritardo”, “dilazione”, “esitazione” (“dimora” si dice mwbbkcasa, mwbbovivienda, mwbbsdomicilio)
• mwbb0demorar = "ritardare", "esitare" ("dimorare" si dice mwbb4habitar, mwbb8residir, mwbcadomiciliarse)
• mwbciembarazada = “incinta” ("imbarazzata" si dice mwbcmavergonzada)
• mwbcuequipaje = “bagaglio” (“equipaggio” si dice mwbcytripulación)
• mwbcgesposar = “ammanettare” (“sposare” si dice mwbckcasar)
• mwbcsestafa = “truffa” (“staffa” si dice mwbcwestribo, mwbc0abrazadera)
• mwbc8estanco = “tabaccheria” (“stanco” si dice mwbdacansado)
• mwbdiestela = “scia”/“stele” (“stella” si dice mwbdmestrella)
• mwbduestival = “estivo” (“stivale” si dice mwbdybota)
• mwbdgéxito = “successo” (“esito” si dice mwbdkresultado)
• mwbdsfecha = “data”, “ora” (“feccia” si dice mwbdwescoria, mwbd0morralla; “feci” si dice mwbd4heces; “faccia” si dice mwbd8cara)
• mwbeefigón = “osteria”, “bettola” (“figo”, variante di “fico” nel senso di “bello”, “carino” si dice mwbeiguapo)
• mwbeqgordo = “grasso” (“ingordo” si dice mwbeuglotón, mwbeyvoraz)
• mwbeggrifo = oltre a "grifone", significa anche "rubinetto"
• mwbeoguadaña = “falce” (“guadagno” si dice mwbesganancia, mwbewprovecho, mwbe0lucro)
• mwbe8guadañar = “falciare” (“guadagnare” si dice mwbfaganar(se), mwbfegranjear(se))
• mwbfmhabitación = “camera”, “stanza” (“abitazione” si dice mwbfqcasa, mwbfuvivienda, mwbfydomicilio)
• mwbfgjornal = “salario” (“giornale” si dice mwbfkperiódico, mwbfodiario)
• mwbfwjornalero = “lavoratore”, “bracciante” (“giornaliero” si dice mwbf0cotidiano, mwbf4diario; "giornalaio" si dice mwbf8gacetero o mwbgavendedor de periódicos)
• mwbgijudía = oltre a “giudea” (masc.: mwbgmjudío), significa “fagiolo”
• mwbgulargo = “lungo” (“largo” si dice mwbgyancho, mwbgcamplio)
• mwbgklobo = “lupo” (“lobo” si dice mwbgolóbulo)
• mwbgwluego = “dopo”/"dunque" (“luogo” si dice mwbg0lugar)
• mwbg8mantel = “tovaglia” (cfr. napoletano mwbhamappa; “mantello” si dice mwbhecapa)
• mwbhmmesa = “tavolo” (“messa” si dice mwbhqmisa)
• mwbhynaturaleza = “natura” (“naturalezza” si dice mwbhcnaturalidad o mwbhgespontaneidad)
• mwbhonariz = può significare anche “narice” (specie al plurale), ma significa soprattutto “naso”
• mwbhwoso = “orso” (“osso” si dice mwbh0hueso)
• mwbh8padres = “genitori” (dal latino mwbiapater, patris)
• mwbiipaperas = “orecchioni” (“papere” si dice mwbimgansos e, nel senso di "gaffes", mwbiqgallos)
• mwbiypavo = “tacchino” (“pavone” si dice mwbicpavón, mwbigpavo real)
• mwbiopeca = “lentiggine”, “neo” (“pecca” si dice mwbisfalta, defecto, mwbiwimperfección)
• mwbi4plátano = oltre a “platano”, significa anche “banana” (ma in Sudamerica: mwbi8banana)
• mwbjepresa = “diga”, “artiglio” (“pressa” si dice mwbjiprensa)
• mwbjqprima = premio (“prima” [avv.] si dice mwbjuantes de)
• mwbjcprimo/a = “cugino/a” (“primo/a” si dice mwbjgprimero/a)
• mwbjoprisa = “fretta” (“pressa” si dice mwbjsprensa)
• mwbj0pronto = “presto” (“pronto” si dice mwbj4listo)
• mwbkarapaz = oltre a “rapace”, significa anche “ragazzino”
• mwbkirata = è il “ratto” (“rata” si dice “cuota” o “plazo”)
• mwbkqrato = “momento”, “periodo” (“ratto” si dice mwbkurata)
• mwbkcratón = è il “topo” e informalmente il “mouse” (“ratto” si dice invece mwbkgrata)
• mwbkosábana = “lenzuolo” (“savana” si dice mwbkssabana)
• mwbk0salir = “uscire” (“salire” si dice mwbk4subir)
• mwblasellar = “affrancare”, “sigillare” ("sellare" si dice mwbleensillar)
• mwblmsembrar = “seminare” (“sembrare” si dice mwblqparecer)
• mwblyserrar = “segare” (“serrare” si dice mwblccerrar, mwblgatrancar, mwblkestrechar)
• mwblsseso = “cervello” nel senso di “giudizio” (“sesso” si dice mwblwsexo)
• mwbl4seta = “fungo” (“seta” si dice mwbl8seda)
• mwbmesiega = "mietitura" ("sega" si dice mwbmisierra)
• mwbmqsierra = 1)"sega"; 2)"montagna"/"catena montuosa" ("serra" si dice mwbmuinvernadero)
• mwbmcsubir = “salire” (“subire” si dice mwbmgsufrir, mwbmksoportar)
• mwbmssuceso = “fatto”, “avvenimento” (cfr. italiano mwbmwsuccedere e il suo participio passato mwbm0successo; “successo” (sost.) si dice normalmente mwbm4éxito)
• mwbnasueldo = “stipendio” (“soldo/i” si dice mwbnedinero)
• mwbnmtachar = "cancellare" ("tacere" si dice mwbnqcallarse)
• mwbnytienda = oltre a “tenda (da campeggio)”, significa anche “negozio” (“tenda” per finestre si dice mwbnccortina)
• mwbnktoalla = “asciugamano” o “salvietta” (“tovaglia” si dice mwbnomantel)
• mwbnwtocar = oltre a “toccare” (anche in senso figurato), significa “suonare”
• mwbn4todavía = "(non) ancora" ("tuttavia" si dice mwbn8sin embargo)
• mwboetopo = “talpa” (“topo” si dice mwboiratón)
• mwboqtrabajo = “lavoro” (“travaglio” si dice mwboutribulación o mwboydolores in senso medico)
• mwbogtraición = "tradimento" ("tradizione si dice mwboktradicion)
• mwbostrufa = “tartufo” (“truffa” si dice mwbowestafa, mwbo0fraude)
• mwbo8tufo = “puzza”/"ricciolo" (“tuffo” si dice mwbpazambullida)
• mwbpivaso = “bicchiere” (significa “vaso” solo nel senso di “vaso sanguigno”; negli altri significati, “vaso” si dice: mwbpmflorero, mwbpqjarrón, mwbputiesto, mwbpytarro, ecc.)
• mwbpgvela = oltre a “vela”, significa anche “candela”, “cero”
• mwbpoviso = “sottoveste” (“viso” si dice mwbpscara, mwbpwrostro)
Parole di origine araba
La lunga dominazione mwbp8araba in mwbqaSpagna ha avuto i suoi effetti anche sul lessico. Le parole di origine mwbqearaba possono contraddistinguersi per la presenza dell'mwbqiarticolo determinativo mwbqmarabo mwbqqal- (non sempre conservato in mwbquitaliano e mwbqyfrancese). Ci sono anche parecchie parole di origine araba che non presentano tale prefisso. Ecco alcuni esempi:
• mwbqkajedrez = "gioco degli scacchi"
• mwbqsalambique = "alambicco"
• mwbq0alcachofa = "carciofo"
• mwbq8alcalde = "sindaco"
• mwbrealcanfor = canfora
• mwbroalbahaca = "basilico"
• mwbrwalcoba = "alcova"
• mwbr4alcohol = "alcool"
• mwbsaalférez = "alfiere"
• mwbsialfombra = "tappeto"
• mwbsqalgodón = "cotone"
• mwbsyalmohada = "cuscino"
• mwbsgalmacén = "magazzino"
• mwbsoalmanaque = "almanacco"
• mwbswalmuerzo = "pranzo"
• mwbs4azafrán = "zafferano"
• mwbtaazúcar = "zucchero"
• mwbtijarabe = "sciroppo"
• mwbtqojalá = "magari"
• mwbtyzanahoria = "carota"
Premi Nobel per la letteratura di lingua spagnola
• mwbtoJosé Echegaray y Eizaguirre (1904, mwbts mwbtwSpagna) (con mwbt0Frédéric Mistral, mwbt4 mwbt8Francia)
• mwbueJacinto Benavente (1922, mwbui mwbumSpagna)
• mwbuuGabriela Mistral (1945, mwbuy mwbucCile)
• mwbukJuan Ramón Jiménez (1956, mwbuo mwbusSpagna)
• mwbu0Miguel Ángel Asturias (1967, mwbu4 mwbu8Guatemala)
• mwbvePablo Neruda (1971, mwbvi mwbvmCile)
• mwbvuVicente Aleixandre (1977, mwbvy mwbvcSpagna)
• mwbvkGabriel García Márquez (1982, mwbvo mwbvsColombia)
• mwbv0Camilo José Cela (1989, mwbv4 mwbv8Spagna)
• mwbweOctavio Paz (1990, mwbwi mwbwmMessico)
Note
cite-note-11. mwbxa(mwbxemwbxiES) mwbxmmwbxqEl español en el mundo Anuario del Instituto Cervantes 2023. El español en cifras. Demografía del español. Cuadro 2 Hispanohablantes en países donde el español no es lengua oficial, su mwbxuCervantes, 3 ottobre 2023. mwbxyURL consultato il 10 settembre 2024.
cite-note-ethnologue-22. ↑ mwbxo(mwbxsmwbxwEN) mwbx0mwbx4What are the top 200 most spoken languages?, su mwbx8Ethnologue. mwbyaURL consultato il 2 novembre 2024.
cite-note-32. mwbyqmwbyumwbyyInstituto Cervantes 06-07 (mwbycmwbygPDF), su mwbykcvc.cervantes.es. mwbyoURL consultato il 21 aprile 2010.
cite-note-elpais1-44. ↑ mwbzaMás "speak spanish" que en España. El Pais.com
cite-note-carrera3-55. ↑ Carrera Díaz, 2007, cit., p. 2.
cite-note-66. ↑ mwbzkLanguage Use
cite-note-ramossantos-77. ↑ mwb0e(mwb0imwb0mES) Catalina Ramos, Maria José Santos e Mercedes Santos, mwb0q¿Qué me cuentas?, Trofarello, DeAgostini, 2010, p.mwb0u 113.
cite-note-88. ↑ mwb0kUsted, la forma di cortesia corrispondente al mwb0oLei, deriva da una contrazione di mwb0sVuestra Merced.
cite-note-93. Martínez-Celdrán, Fernández-Planas & Carrera-Sabaté (2003:255)
cite-note-1010. ↑ In realtà, l'etimologia di mwb1ialcázar è a sua volta mwb1mlatina. La parola araba deriva infatti da mwb1qcastrum, arabizzato in mwb1uqasr a cui poi va aggiunto l'articolo mwb1yal-. Quindi l'etimologia precisa vorrebbe castrum (mwb1clat.) -> al-qasr (mwb1gar.)-> alcazar (spa.). Fonte mwb1kArticolo del Corriere.
Bibliografia
• Cano, Rafael (coord.): mwb10Historia de la lengua castellana. Barcelona: Ariel Lingüística, 2005.
• Grijelmo, A.: mwb18Defensa apasionada del idioma castellano. Madrid: Grupo Santillana de Ediciones, 1998. ISBN 968-19-1132-6.
• López García, Ángel: mwb2iEl rumor de los desarraigados: conflicto de lenguas en la Península Ibérica. Barcelona: Anagrama (XIII Premio Anagrama), 1985.
• Alatorre, Antonio: mwb2qLos 1001 años de la lengua española. México: Fondo de Cultura Económica. ISBN 968-16-6678-X.
• Manuel Carrera Díaz, mwb2cGrammatica spagnola, ed. Laterza, Roma-Bari, 2007.
• Félix San Vicente (Dir. y Coord.): mwb2kGREIT Gramática de referencia de español para italófonos. Bologna: CLUEB/Ediciones Universidad de Salamanca, 2013-2015. Vol. I ISBN 978-88-491-3902-0; Vol. II ISBN 978-88-491-3845-0; Vol. III ISBN 978-84-9012-508-3
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• mwb3iVerbi spagnoli
• mwb3qOrtografia spagnola
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• mwb4qUnione europea
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Marius Sala e Rebecca Posner, Spanish language, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Lingua spagnola, su Open Library, Internet Archive.
• citerefethnologue(EN) Lingua spagnola, su Ethnologue: Languages of the World, Ethnologue.
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